Forfettario vs SRL: quale conviene davvero nel 2026?

Forfettario vs SRL: quale conviene davvero nel 2026?

Un confronto numerico onesto — con esempi reali — per capire quando ha senso restare forfettario e quando invece aprire una SRL è la mossa giusta.

È la domanda che ogni professionista o piccolo imprenditore si pone almeno una volta: vale la pena restare in regime forfettario o aprire una SRL? La risposta non è mai uguale per tutti. Dipende dal fatturato, dai costi reali, da quanti soldi si vuole prelevare ogni anno e da quanta complessità si è disposti a gestire. In questo post facciamo i conti sul serio, con numeri reali aggiornati al 2026.


Prima di tutto: le differenze strutturali

Forfettario e SRL non sono solo due regimi fiscali diversi — sono due modi diversi di stare sul mercato. Vale la pena capire le differenze prima ancora di guardare i numeri.

ForfettarioSRL
Tassazione15% flat (5% primi 5 anni)24% IRES + 26% su dividendi
IVANon si applica e non si detraeSi applica e si detrae
Costi deducibiliNo (forfait per categoria)Sì, tutti i costi reali
ResponsabilitàIllimitata (patrimonio personale)Limitata al capitale sociale
Contributi INPSGestione Separata 26,23%Dipende dal compenso admin
AdempimentiMinimi (no bilancio, no IRAP)Bilancio, assemblea, IRAP
Costo gestioneBassoPiù elevato (notaio, tenuta contabilità)
Credibilità B2BVariabileSpesso preferita da clienti corporate

I numeri: tre profili a confronto

Per rendere il confronto concreto, prendiamo tre profili tipici dei clienti di eCommercialista: un professionista con fatturato basso, uno medio-alto e uno che ha già superato la soglia del forfettario. In tutti i casi ipotizziamo un professionista senza dipendenti iscritto alla Gestione Separata INPS.

Profilo 1 — Marco, consulente, 40.000 € di fatturato

Marco fattura 40.000 euro l'anno, ha pochi costi reali (abbonamenti software, qualche trasferta) e lavora prevalentemente da casa. È il profilo ideale per il forfettario.

ForfettarioSRL
Imponibile fiscaleRicavi × coeff. (es. 78%) = 31.200 €Utile dopo costi e compenso admin
Imposta sul reddito31.200 × 15% = 4.680 €IRES 24% + IRPEF su compenso
Contributi INPS~8.100 €~8.100 € (su compenso admin)
Costi gestione~1.500 €/anno~4.000–5.000 €/anno
Netto stimato~25.700 €~21.000–23.000 €

VerdettoCon 40.000 euro di fatturato il forfettario vince chiaramente. Il carico fiscale è minimo, la gestione è semplice e i costi di struttura sono contenuti. Aprire una SRL in questa fascia di reddito aggiunge complessità senza vantaggi reali.

Profilo 2 — Laura, designer, 75.000 € di fatturato

Laura fattura 75.000 euro, ha costi reali significativi (attrezzatura, software, affitto co-working) e sta iniziando a lavorare con clienti corporate che le chiedono una struttura più solida.

ForfettarioSRL
Imponibile fiscale75.000 × 78% = 58.500 €Utile dopo deduzione costi reali
Imposta sul reddito58.500 × 15% = 8.775 €IRES 24% su utile residuo
Costi non deducibiliTutti (nessuna deduzione)Deducibili al 100%
Costi gestione~2.000 €/anno~5.000 €/anno
Netto stimato~46.000 €~44.000–48.000 € (variabile)

VerdettoZona grigia. Se Laura ha costi reali elevati, la SRL può diventare conveniente perché li porta tutti in deduzione. Se invece i costi sono bassi, il forfettario resta più vantaggioso. In questa fascia la scelta dipende dalla struttura dei costi e dagli obiettivi di crescita: vale la pena fare il calcolo preciso sulla propria situazione.

Profilo 3 — Roberto, imprenditore, 120.000 € di fatturato

Roberto ha superato i 100.000 euro nel corso del 2025 ed è uscito dal regime forfettario. Per lui la domanda non è più "quale conviene" — il forfettario non è più un'opzione. La scelta è tra regime ordinario individuale e SRL.

VerdettoIn questa fascia la SRL è quasi sempre la scelta migliore. Permette di separare il reddito personale dall'utile aziendale, pagare l'IRES al 24% sugli utili trattenuti in azienda (invece dell'IRPEF al 35–43% in regime ordinario) e distribuire dividendi solo quando conviene fiscalmente. Con 120.000 euro di fatturato e una buona pianificazione, la SRL può far risparmiare anche 10.000–15.000 euro di imposte all'anno rispetto al regime ordinario individuale.


Quando il forfettario è la scelta giusta

  • Il fatturato annuo è stabilmente sotto i 60.000–70.000 euro
  • I costi reali dell'attività sono bassi (lavoro intellettuale, pochi acquisti)
  • Si vuole semplicità: una sola imposta, pochi adempimenti, basso costo del commercialista
  • Si è nella fase iniziale dell'attività e si vuole testare il mercato con il minimo rischio
  • Si ha già un reddito da lavoro dipendente e la partita IVA è complementare

Quando la SRL diventa la scelta giusta

  • Il fatturato supera o si avvicina agli 85.000 euro in modo stabile
  • I costi reali dell'attività sono elevati e non deducibili in forfettario
  • Si vuole separare il patrimonio personale dai rischi aziendali
  • Si ha bisogno di soci, investitori o si vuole strutturare una crescita
  • I clienti principali sono aziende che preferiscono relazionarsi con una persona giuridica
  • Si vogliono trattenere utili in azienda per reinvestirli, pagando solo il 24% IRES

L'errore da non fare: il passaggio improvvisato

Uno degli errori più frequenti è aprire una SRL in fretta, magari perché si è superata la soglia degli 85.000 euro a dicembre, senza pianificarlo. Il risultato è una struttura societaria non ottimizzata, con costi di gestione elevati e una tassazione complessiva che non migliora rispetto al regime precedente.

Il passaggio da forfettario a SRL va pianificato con anticipo — idealmente almeno sei mesi prima — per scegliere il momento giusto, impostare correttamente il compenso dell'amministratore, decidere la politica di distribuzione degli utili e impostare la contabilità in modo da sfruttare da subito tutte le deduzioni disponibili.

Novità 2026

Imposta sostitutiva sugli utili trattenuti in SRL

Vale la pena segnalare una novità della Legge di Bilancio 2026 che rende la SRL ancora più attraente per chi vuole reinvestire gli utili in azienda. È stata introdotta la possibilità di optare per un'imposta sostitutiva ridotta al 15% — invece del 24% IRES ordinario — sugli utili destinati a riserva legale o a un fondo patrimoniale indivisibile. Si tratta di un regime opzionale che, se ben strutturato, può ridurre significativamente il carico fiscale per le SRL in fase di crescita.

Non sai quale soluzione fa per te?

La scelta tra forfettario e SRL dipende dalla tua situazione specifica: fatturato, costi, obiettivi di crescita, situazione familiare. Non esiste una risposta valida per tutti. Il servizio eCommercialista è pensato proprio per questo: analisi personalizzata, risposta chiara, senza perdere tempo.

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Articolo aggiornato a luglio 2026. I calcoli riportati sono stime indicative basate su aliquote e coefficienti vigenti nel 2026 (coeff. redditività 78% per attività professionali, INPS Gestione Separata 26,23%, IRES 24%). Ogni situazione è diversa: contatta eCommercialista per un'analisi personalizzata. Riferimenti: L. 190/2014; L. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026); TUIR art. 73 e ss.